Costruire un’altra società quì e adesso

Come abbiamo letto nelle pagine precedenti, nulla può proseguire come prima. La crisi che ora è sotto gli occhi di tutti non è risolvibile in 4 giorni, al contrario, è un cambio così profondo che difficilmente lo potrà risolvere lo stesso sistema che lo ha causato: il capitalismo.
Subite le sue conseguenze, non ci è difficile inquadrare ciò che non vogliamo. Tuttavia, per continuare il cammino e per superare gli ostacoli che ci si presentano è necessario sapere verso dove dobbiamo camminare.
Ogni giorno sempre più gente lo sà e partecipa spargendo semi di un altro mondo possibile, per far fronte alla realtà attuale che mano a mano sta diventando insostenibile.
Per non dipendere dal capitalismo si stà costruendo una società alternativa, a partire dall’autonomia,
liberandola dai vincoli con le grandi imprese e istituzioni statali e rinforzando, invece, quelli in ambito vicinale per ricostruire le relazioni all’interno della comunità nella quale viviamo.
Questa nuova società si costruisce anche sull’autogestione, ovvero, ripartendo potere decisionale e mansioni lavorative tra tutte le persone implicate, evitando così gerarchie e praticando una sorta di sostegno reciproco.
E come si sta portando avanti questa società alternativa quì e adesso? Come disse il poeta Antonio Machado: “Non c’è un sentiero, lo si crea camminando”.
La teoria si sta costruendo a partire dalla pratica e questa pratica dipende da tutti noi.
Se vuoi essere tu stesso a dirigere la tua vita, puoi sviluppare mano a mano differenti modi per farlo. Se vuoi sentirti appoggiato, puoi trovare altre persone con le quali condividere questi modi di vivere. Se vuoi fortificare e far crescere la collettività, puoi farlo, dandole l’importanza e il tempo che merita. Il risultato finale può essere quello sperato o meno, eventualmente potrete analizzare ciò che non ha funzionato per poi continuare a sperimentare. Quando volete condividere esperienze e/o andrete a relazionarvi con altri gruppi, incontrerete coloro i quali son più simili a voi e che portano avanti tematiche relazionate. E proprio quando riusciremo, cooperando con questi collettivi di persone, a nutrirci pienamente delle attività svolte l’uno per l’altro staremo mettendo in pratica la società alternativa.
E’ cosi, infatti, che si costruisce un’altra società qui e adesso: è un approccio all’azione politica, che vuol andar più in là della protesta, che non si limiti unicamente a chiedere ai politici che cambino, bensì che tolga le loro parole dal nostro centro d’attenzione politico e metta al loro posto le nostre capacità per promuovere una trasformazione sociale diretta e reale, che sia alla nostra portata e che possa servire come modello per imparare, e dimostrare, come sia nella pratica il mondo che vogliamo costruire.
Questa forma di trasformare si sta organizzando dalla base della società, basandosi su esperienze concrete che risolvano in modo diretto e indipendente dagli strumenti governativi, privati e mercantili i bisogni basici dell’individuo e della comunità; per citarne alcuni: l’abitazione, l’alimentazione, l’educazione, il lavoro, la salute e il tempo libero.
Successivamente andremo ad approfondire alcuni progetti già funzionanti.

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