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Banche e casse di risparmio finanziano secondo i loro interessi i partiti politici del Governo e dell'opposizione

Montilla, Mas, Carod e Saura negoziano prestiti e condoni con enti come ‘La Caixa’

Agnès Tortosa

Pyramid of Capitalsim

I partiti catalani soffrono un indebitamento superiore a 30 milioni di euro con le banche, secondo quanto affermano gli ultimi rapporti pubblicati dalla Corte dei Conti sul finanziamento corrispondente all'anno 2005. CiU è la forza politica con l'indebitamento più alto, 14,72 milioni di euro, seguita dal PSC, il cui debito supera i 10,74 milioni. Poi vengono ICV, che deve alle banche 4,8 milioni di euro e ERC, con un debito accumulato di 1,57 milioni.
Il rapporto fiscale illustra esplicitamente quanto poco incidano le quote della militanza nel finanziamento dei partiti politici in Catalogna, poiché la maggior parte delle loro entrate proviene dalle sovvenzioni che ricevono dallo Stato, dagli enti locali e dalle diverse camere parlamentari, proporzionalmente al grado di rappresentanza di cui godono in tali istituzioni.
Gran parte di questo debito è controllato dal più grande ente finanziario catalano, La Caixa, senza contare il denaro che è stato condonato negli ultimi anni. José Montilla e José Zaragoza nel 2003 ottennero che l'ente presieduto da Ricard Fornesa gli condonasse 6,75 milioni di euro e che fosse dilazionato ciò che rimaneva in comode rate da pagarsi nei 15 anni successivi. Anche Joseph Lluis Carod Rovira raggiunse un accordo per non dover pagare il debito di 2,4 milioni di euro que ERC aveva accumulato dall'inizio degli anni '90. Ciò che non è mai stato denunciato è l'interesse che nasconodono questi condoni. Perché le banche dovrebbero abbonare questi pagamenti? Fanno lo stesso con i cittadini che non possono arrivare alla fine del mese per colpa del mutuo sulla casa? Manolo Tomàs, portavoce della Piattaforma in Difesa dell’Ebro, sottolineava, nell'aprile 2008, alcune delle ragioni che spiegano questi favoritismi ai partiti: “Le corporazioni bancarie più compiacenti con il potere politico successivamente ricevono favori nella concessione della maggior parte delle opere pubbliche, in forma di infrastrutture, strade, ecc… Banche e casse di risparmio hanno filiali che investono nell'edilizia e si dedicano a costruire autostrade, tunnels, deviare corsi d'acqua, riparare frane, costruire linee elettriche e ferroviarie dei treni ad alta velocità.” La ditta AGBAR doveva costruire i discussi condotti della deviazione dell'Ebro. Dietro questa multinazionale dell'acqua si nasconde La Caixa in forma di azioni.

Stipendi, affitti e spese extra

Le complesse strutture amministrative di partiti come il PP o il PSOE si mantengono grazie a enormi quantità di denaro, provenienti in parte da donazioni finanziarie che finiscono condonate. Allo Stato Spagnolo risultano un totale di 3000 locali e uffici, di proprietà o in affitto, con le relative spese e libertà. In Catalogna, il PSC possiede 277 sedi socialiste, diffuse in tutto il territorio e che hanno bisogno di manutenzione quotidiana. Una parte di questi locali sono di proprietà, per un valore dichiarato di più di 70 milioni di euro. Il resto è in affitto.
La macchinaria socialista – senza includere il PSC, visto che ha una contabilità a parte -, secondo i dati della Corte dei Conti, aveva accumulato nella decade degli anni '90 debiti bancari per 56,45 milioni di euro. Gli enti di credito decisero di condonargli 15,6 milioni di euro nell'anno 2001.
Il PP non è da meno. Negli uffici centrali, nella calle Génova, a Madrid, lavorano circa 230 persone ed è in affitto. Ogni anno il PP paga alle Assicurazioni MAPFRE – attuale proprietaria – circa un milione di euro, 90.000 euro mensili. Ci sono una cinquantina di uffici distribuiti su sette piani, pieni di consulenti, segretari, informatici e personale di sicurezza. In affitto di uffici nel resto dello Stato spendono 3,7 milioni di euro all'anno. Nell'anno 2001 questa cifra aveva raggiunto i 37 milioni di euro. In quello stesso anno il PP ricevette 3,2 milioni di euro in forma di donazione anonima. Nell'ambito dei condoni la Caixa Galicia condonò 1,7 milioni di euro al Partido Popular galiziano.
Neanche Izquierda Unida presenta un bilancio migliore e ancora oggi soffre una morosità bancaria di più di 12 milioni di euro. Iniciativa per Catalunya ha attualmente un ammontare di debiti di circa 4,8 milioni di euro, sebbene da quando governa la Generalitat sembri aver migliorato la sua situazione finanziaria.

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Anche le Fondazioni “legate” ai partiti ricevono finanziamenti dal Governo.
Nell'anno 2007 la Generalitat ha stanziato 660.000 di euro destinati alle fondazioni private dei partiti politici catalani. L'ammontare è lo stesso dell'anno precedente, ma la distribuzione è stata diversa, poiché è stata inserita una fondazione vincolata a Ciutadans, partito che è entrato nel Parlamento Catalano dopo le elezioni del 2006.
La Fundació Rafael Campanals, legata al PSC, è stata la più beneficiata negli ultimi bandi di aiuti pubblici (386.232 euro), sebbene quest'anno abbia visto ridursi del 12% la sua sovvenzione. D'altra parte è aumentato il finanziamento alla fondazione Ramon Trias Fargas (CDC), la seconda più beneficiata dalla Generalitat, che nel 2006 aveva ricevuto 161.333 euro e nel 2007 saliva a 166.222 euro. Se a questo finanziamento sommiamo i circa 70.000 euro che riceve ogni anno la fondazione di Convergencia i Unió – Institut d’Estudis Humanístics Miquel Coll i Alentorn -, si può affermare che CiU è il partito che riceve più sovvenzioni da parte del Governo.

La terza organizzazione più beneficiata da questo tipo di finanziamenti è la Fondazione Joseph irla, di Esquerra Republicana. Nel 2007 ricevette 68.444 euro, quantità leggermente inferiore ai 73.333 euro del 2006.
Meno “generose” sono state le sovvenzioni per la Fundación para el Análisis y los Estudios Sociales –la FAES, presieduta da J.Mª Aznar-, la Nous Hortizons (ICV), l’Egara-Civitas (Ciutadans-partit per la Ciutadania), o la Alternativa (EUiA).

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